BARCELLONA - Andalucia

Andalucia -Terra ospitale ma segnata da molte e sanguinose guerre, compendio di culture e popoli che nei millenni l'hanno dominata. L'Andalusia rimane nel cuore per la nitidezza dei paesaggi, la luce limpida che s'irradia sugli ulivi secolari, la terra infuocata. Tutto questo rappresenta, almeno quanto il flamenco, lo spirito andaluso. Uno spirito ereditato da arabi, ebrei e gitani che si esprime nella tipica maniera di conversare della gente del sud, nel corteggiamento amoroso, nella frivolezza e nel senso artistico, nella forte partecipazione al piacere e al dolore, così come si manifesta negli eventi di festa, nel carnevale, nelle processioni religiose o nelle fiere.
Se esiste una regione per cui si può parlare di forti contrasti, questa è l'Andalusia; l'impressionante forza estetica di certi paesini costruiti in cima ai precipizi della Sierra, la luminosa allegria delle coste inondate dal sole: ogni zona garantisce al visitatore innumerevoli motivi d'interesse. Se si arriva da Madrid, il tour può prendere il via da Cordoba. Fondata dai Romani, la città divenne poi il fulcro dei domini islamici in Occidente. Ne rimane una testimonianza unica, la Mezquita, la più imponente moschea mai costruita in Europa, una foresta di colonne di porfido che producono splendidi giochi di luce. Da vedere anche il ponte romano, i grandi mulini arabi, il trecentesco Alcazar con le torri e il bel giardino, la Juderia, l'intricatissimo quartiere ebraico.
Poi si scende verso sud fino alla straordinaria Granada. Ultima roccaforte islamica ad arrendersi ai Re Cattolici, conserva la città reale dei califfi Nasridi, l'Alhambra, un leggiadro capolavoro architettonico fatto di mosaici e cortili, cupole, volte e colonne.L'Albaicin, dichiarato dall'UNESCO 'eredità culturale dell'umanità', è un antico quartiere che appare più magrebino che spagnolo: su un labirinto di vicoli tortuosi si affacciano le botteghe artigiane e le carmenes, piccole ville di origine araba con il giardino interno. Nella grande Cattedrale gotico-barocca trovano posto le tombe di Ferdinando e Isabella, i sovrani della Riconquista che vollero essere sepolti nel luogo della loro più grande vittoria.
Nel rione gitano di Sacramonte la tradizione del flamenco è ancora viva, e (in locali come El Corral del Principe, Rey Chico, Jardines Neptuno) non mancano gli spettacoli a uso e consumo dei turisti. Prima di giungere alle rive del Mediterraneo, bisogna scavalcare la Sierra Nevada, l'alta catena montuosa dove nella stagione invernale gli spagnoli vanno a sciare. Nelle ampie e solitarie valli dette Alpujarras vissero, prima di essere definitivamente scacciati (nel 1570) gli ultimi moriscos di Spagna; nei bianchi paesini assolati si scorgono ancora figure e tipi umani legati a una tradizione altrove scomparsa.
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