BRASILE - Norte

Norte
Il Nord è quasi completamente coperto dalla foresta amazzonica; qui la natura tropicale è la forza dominante che impone le sue regole di vita a tutti, piante, animali e uomini.
Il clima caldo e umidissimo è assai duro da sopportare (un po' più fresco da dicembre a maggio); occorre munirsi di repellenti contro insetti e zanzare, vaccinarsi contro la malaria (e magari anche contro la febbre gialla) ed evitare di bagnarsi nei fiumi (c'è pericolo di contrarre epatiti o di parassiti).
ParàBelem, la capitale dello stato di Parà posta alla foce del Rio delle Amazzoni, è la porta d'ingresso allo straordinario pianeta-giungla. Belem è una città esotica, seducente e movimentata, immersa nella vegetazione eppure dall'aria molto europea: dal suo grande porto fluviale partivano le navi che trasportavano in Europa il caucciù, per secoli motivo di grande ricchezza.
Ora rimangono gli affascinanti resti dell'antico splendore: le ville dei grandi coltivatori, le chiese gesuite e le basiliche, il Teatro della Pace, il forte del Castelo e infine l'eccezionale mercato di Vero Peso, già nel 1688 posto di controllo portoghese; ogni mattina miriadi di barche e canoe vi portano un'enorme varietà di frutti esotici, pappagalli, scimmiette o tucani, le erbe magiche o curative provenienti dalla foresta. L'immenso intersecarsi di oltre mille fiumi rappresenta l'unica vera via di comunicazione in una regione dove le strade sono per mesi devastate dalle piogge; al porto di Belem fanno capo le merci che vanno e vengono dal cuore dell'Amazzonia, e qui i viaggiatori si imbarcano per la lunga navigazione verso l'interno.
Con cinque ore di barca si giunge alla vastissima isola fluviale di Marajò, culla della civiltà precolombiana dei Marajoara (molto bello l'artigianato), santuario ecologico e polo turistico di grande interesse. Più in là si trova l'altra isola di Mosqueirom, con l'esuberante vegetazione, le spiagge e le grandi feste del periodo di luglio.
A 700 chilometri da Belem (3-4 giorni di battello) c'è Santarem, in passato sede della grande tribù degli indios Tapajo; lungo le rive del fiume Tapajos, che qui confluisce nel Rio Amazonas, si trovano le selvagge spiagge al margine della foresta (soprattutto in località Alter do Chao) e l'emozionante pesca ai tucunarè.
Si prosegue ancora in barca, mentre le acque sono animate da coccodrilli, piranhas e pirarucu, a bordo si può osservare l'eterogeneo popolo del fiume che riposa sulle amache: bambini dai lucidi capelli neri, cercatori d'oro, ragazze dai vestiti a fiori, indios immobili. Il dramma degli indios qui si tocca con mano: circondati da fazendeiros, da avventurieri e soldati e da una foresta che man mano sparisce, rischiano seriamente l'estinzione.
Amazzonas -Dopo altri giorni di navigazione, dove il Rio Amazonas incontra il Rio Negro (e a 1.715 chilometri da Belem) nel cuore della giungla si trova Manaus, rumorosa e caotica, che domina l'ultima frontiera brasiliana; troviamo il grande porto fluviale, le case galleggianti e le vaste bidonville su palafitte lungo le rive scoscese; le mitiche testimonianze del passato (il Teatro Amazonas e il bellissimo mercato in ferro battuto) e le tante fabbriche che lavorano il legno, la bella spiaggia di Ponta Negra e i mille negozi di elettronica del porto-franco.
Di notte, Manaus è allegra e animatissima, con locali assai pittoreschi: Mil e una noites, Club dos Ingleses, Clave de sol, Spectrom e losche bettole come il Kanamary Club; poi si può andare a dormire al limitare della foresta in pulitissimi lodge di stile pseudo-indigeno.
Manaus è però soprattutto l'ideale punto di accesso al resto dell'immensa regione amazzonica; si parte verso il fitto della foresta pluviale in battello o canoe a motore (escursioni organizzate di uno o più giorni), oppure in jeep via terra lungo i 775 chilometri di pista sterrata che portano a Boa Vista e alle riserve indios.
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