CINA - Escursioni

Escursioni - Fondamentali alcune escursioni nelle vicinanze della città: con autobus pubblici, minibus o taxi si può raggiungere (12 km a nord-est) il Palazzo d'Estate, una residenza fatta costruire dagli Imperatori per sfuggire al caldo estivo della capitale.
Il complesso, posto sul lago di Kunming (dove vi suggeriamo di fare picnic e gite in barca) comprende monumenti famosi quali la Galleria di Legno e la Barca di Marmo. Le tombe dei Ming si visitano in una valle a 50 chilometri dalla capitale: da vedere, due dei sepolcri, la necropoli e il vicino museo.
Immancabile una visita alla Grande Muraglia.
Punto più comodo per iniziare la visita alla Grande Muraglia è Badaling, 85 chilometri a nord di Pechino, dove gli scorci di mura possenti che tagliano montagne e crinali sono davvero sensazionali. In questo tratto, restaurato nel 1957, la muraglia raggiunge gli 8,5 metri di altezza e i 6 di larghezza: nel corridoio sopraelevato, dunque, potevano muoversi agevolmente schiere di cavalieri o di fanti.
La Grande Muraglia (in cinese Chang Cheng), ossia la più dispendiosa e lunga avventura dell'uomo nel campo delle costruzioni, si snoda lungo tutta la frontiera nord della Cina, attraversando montagne, fiumi e deserti, e fu progettata col proposito di separare il mondo selvaggio dei nomadi, dei cavalli, della caccia dal mondo quieto e ordinato dei contadini, delle risaie, dei bufali.
Mano a mano che l'impero cinese conquistava nuovi territori, sospingendo le tribù nemiche sempre più all'esterno, la Chang Cheng si allungava in un susseguirsi di piani sfalsati (edificati in tempi diversi) fino ad attraversare ben nove regioni nel periodo di massima espansione.
Diciotto dinastie misero mano all'opera, a partire dal V secolo a.C.; in alcuni periodi furono mobilitate fino a un milione e mezzo di persone che vivevano edificando mura, bastioni difensivi e torrioni di guardia e morivano senza lasciare traccia.
La lunghezza si aggira intorno ai diecimila chilometri.
Oggi, dopo secoli di abbandono e di saccheggio da parte dei contadini (che utilizzavano gli antichi mattoni per costruirsi la casa), la Chang Cheng è stata presa in cura da un apposito ufficio che raccoglie le donazioni internazionali e i frutti di raccolte collettive cinesi, coordinando i lavori di restauro.
Benché gli archeologi cinesi stiano cercando da molti anni di restituirle l'unità perduta, centinaia di chilometri sono scomparsi per sempre, sommersi dal deserto, franati, abbattuti dagli invasori.
Ma alcuni tratti, anche lunghi, sono ancora oggi ben visibili in molte località, oltre che a Badaling: a Shanhaiguan (provincia di Hebei, estremo limite est, posto sul mare), a Juyongguan (50 km a nord-ovest di Pechino), a Gubeikou, a Yanmenguan (provincia dello Shanxi), a Jiayuguan (provincia del Gansu).
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