GRECIA - Monte Athos


Fotografia Grecia - Monte Athos

Il monte Athos - Il minuscolo Stato monastico del Monte Athos, nella penisola Calcidica, Grecia nord-orientale, è universalmente riconosciuto come uno dei luoghi più austeri del globo, caratteristica che ne fa una delle mete preferite del viaggiatore in cerca di quiete e isolamento. Per secoli, si presenta infatti come una specie di Tibet mediterraneo, abitato soltanto da comunità religiose di rito greco-bizantino. Dal 963 d.C., quando fu fondata la prima comunità, il tempo si è fermato. Ancora oggi è bandita ogni apertura al progresso, compreso l'uso dell'elettricità. Addirittura sembra che nel 1060 una nuova regola proibì severamente di mettervi piede non solo alle donne ma addirittura agli animali di sesso femminile.

Tornando alla nostra vacanza, già allo sbarco, al porticciolo di Dafni, si prova la strana sensazione di vedere in giro, avvolti nei loro veli neri, solo monaci, al momento circa 1600 divisi tra la ventina di monasteri del territorio: Koutloumousiou, vicino al centro di Karyes, Xiropotamou, Panteleimon, Vatopedi, Grande Lavra, Iviron, ecc. Di ogni monastero fanno parte terreni coltivabili, edifici, alberi, boschi e poco altro; qui i monaci lavorano duro, mangiando vegetariano, una vita frugalissima fatta di preghiere e gesti armoniosi. Il posto è piacevole da visitare per qualche giorno, meglio se prima di luglio, prima che sia troppo caldo per camminare da un convento all'altro.

Per essere ammessi, è necessario chiedere (con anticipo di un mese) un permesso speciale al Consolato italiano di Salonicco, città che sarà comunque la prima tappa nella marcia di avvicinamento alla meta; sul posto si andrà al Ministero della Grecia del Nord, e qui si riceveranno due lettere per la polizia di Ouranoupolis (località d'imbarco) e per l'organo di governo monastico di Karyes, che accorderà dietro pagamento di una modesta quota il permesso di alloggiare nei 20 monasteri locali per una durata massima di 4 giorni (il permesso è rinnovabile una sola volta). Si consiglia: presentarsi con taglio di capelli e vestiario consoni alla sacralità del luogo; portarsi scarpe da trekking, pochi indumenti che entrano in uno zainetto, la macchina fotografica (le cineprese sono vietate) e magari uno specchietto per fare un po' di toletta perchè qui non ce ne sono.

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