MADRID - Luoghi interessanti

Madrid non è una città d'arte nel senso in cui lo sono Roma o Parigi, ma è a tratti monumentale e soprattutto ricca di straordinari musei.Possiamo iniziare dalla Gran Via, l'arteria principale della città: da plaza de Espana alla calle de Alcala, dove l'andirivieni dei passanti è ininterrotto, sfavillano le vetrine di negozi e grandi magazzini, le insegne dei bar e dei cinema.
Plaza Mayor ha acquistato il suo aspetto attuale nel 1790. Un tempo arena di corride, e prima ancora teatro di autodafè, cerimonie reali e carnevali, oggi, con i suoi numerosi caffè, è un tranquillo punto di ritrovo e di sosta.
Sulla vasta e scenografica plaza de Oriente si erge la mole tardo-barocca del palazzo Reale, elegante edificio in pietra e mattoni dove, da tempo, il sovrano non abita più. Delle trecento stanze, solo una trentina sono aperte al pubblico, quanto basta però per una più che soddisfacente panoramica sugli appartamenti privati, le decorazioni, i dipinti, le ricche porcellane e i tappeti di corte.Il paseo del Prado non è soltanto uno dei grandi boulevard che caratterizzano il centro- città; è l'asse museale più ricco del Paese, e forse d'Europa. Il viale continua con l'elegante paseo de Recoletos e (oltre i grattacieli di plaza Colon) con la Castellana, che si allunga per chilometri verso nord ed è il centro della vita economica cittadina.
Appena a nord del centro, chiuse tra il paseo de Recoletos e la Gran Via, i quartieri di Chueca, Bilbao e Malasana racchiudono il triangolo della moda madrilena, delle nuove tendenze e della vita notturna più scatenata. Ovunque, intorno alle calli di Fuencarral e di Hortaleza, il labirinto di stradine è denso di bar, botteghe e ristoranti dalle atmosfere giovanili. Il quartiere letterario di Madrid, Huertas, è invece compreso tra calle de Atocha, calle de Alcala e il Prado, un rione che resta per turisti e spagnoli (specie sotto i 35 anni) uno dei ritrovi preferiti; intorno alla bella piazza Santa Ana i bar, i ristoranti, i caffè e le pensioni economiche non si contano.
Oggetto di una recente rivalutazione, Lavapies, prima ghetto ebraico e in seguito albergo del popolo più miserabile, rimane ancora uno dei quartieri più genuini della città.Già nel `500 intorno alla calle di Toledo fervevano, come oggi, le attività artigianali, e nell'area dove allora si scaricavano le merci oggi c'è il Rastro, il grande mercato delle pulci. La vita serale è intensamente 'alternativa'.
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