MOSCA - Cattedrale assunzione

Il tempio di pietra bianca, sorretto da sei pilastri, sormontato da cinque cupole dorate, colpisce per la sua grandiosita', imponenza, per l'incredibile sollennita'.
Le sporgenze piatte dei pilastri segmentato la facciata della Cattedrale e si concludono con le tipiche zakomare dell'architettura russa (tetti arcuati). Le finestre del secondo ordine ricalcano nel ritmo il motivo ad arco.
Orizzontalmente la facciata dell'edificio e' divisa da fregi arcuati. I portali meridionale e settentrionale, gli ingressi principali della chiesa dalla parte della Piazza delle cattedrali, sono ornati di archi ed affreschi.
La loro fuga verso il centro crea l'impressione di uno spessore monolitico delle pareti, mentre le absidi poco evidenziate accentuano la sensazione di una totale confluenza degli elementi architettonici della chiesa. Non a caso i contemporanei dicevano ñhe essa sembrava "un solo blocco di pietra".
Il senso di grandiosita' si conserva anche all'interno della chiesa che colpishe per la sua spaziosita' e abbondanza di luce, cosi' poco caratteristiche per il Medioevo russo. Pare un'enorme sala.
Le volte molto altó poggiano sui tradizionali sei pilastri, due dei quali sono nello spazio dell'altare maggiore e sono, come d'abitudine, cruciformi. Gli altri quattro, determinanti per l'assetto dell' interno, sono a fasce e permettono di ammirare tutto lo spazio della chiesa.
L'architetto italiano ha preferito rinunciare ai tradizionali cori, non evidenziando anche la parte centrale del tempio sotto la cupola, il che sottolinea ancor di piu' la somiglianza della chiesa ad un salone dell'alta societa'. Come 500 anni fa il tempio continua a stupire per la sua grandiosita', altezza, spaziosita', luce, sonorita'.La Cattedrale, che aveva nella vita dello stato un ruolo di primo piano, veniva ornata con particolare fasto. Due anni dopo la sua costruzione il famoso maestro Dionisio "e campagni" affrescarono le pareti.
A loro appartiene anche l'iconostasi a piu' ordini. Alcuni frammenti degli affreschi del Quattrocento si sono conservati nello spazio dell'altare maggiore, sulla balaustra. All'inizio del Cinquecento, sotto Vassiliy Ivanovich, figlio di Ivan III, le pareti furono ornate di nuovi affreschi. Nel secolo successivo essi furono distrutti e al loro posto ne ricomparvero degli altri negli anni 1642-1644, gia' ai tempi dello zar Alexej Mikhailovich e del patriarca Nikon. Ai lavori presero parte piu' di 150 valenti pittori di Mosca e di altre citta' russe sotto la direzione di Ivan e Boris Paissein, iconografi dello zar.
I soggetti e il modo di dipingere del tempio principale dello stato avrebbero dovuto poi servire da esempio alle altre chiese.
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