TUNISIA - Tunisia Meridionale

Tunisia meridionale - La regione meridionale, entrambe ricche di attrattive, offre alla vista due paesaggi diversi: il Sahara e il Jebel Dahar, la catena montuosa che da 30 chilometri a sud di Gabès corre fino alla Libia.
Il Sahara e le oasi - Avvicinandosi a Ghafsa, si distingue da lontano la striscia verde dell'oasi, ci sono centomila palme, che portano sollievo quest'antica colonia romana che fu crocevia delle carovane.
Ghafsa è una vivace città, poco turistica e perciò tanto più autentica nel suo trafficare quotidiano; visitato il centro artigianale, dove si intessono i tipici arazzi, e i monumenti più importanti tra cui le piscine romane e la restaurata casbah, si scende verso Chott el-Jerid, il gran lago salato, attraversando le spettacolari gole di Selja (raggiungibili anche in trenino da Metlaoui);il paesaggio dello Chott è speciale: sopra la crosta salina l'occhio può captare il fenomeno inquietante dei miraggi.
Sul Chott el-Jerid si affacciano le città-oasi più famose della Tunisia: Tozeur e Nefta a nord-ovest, Kebili e Douz a sud-est. La ricchezza di questa terra sono i giganteschi palmeti, che producono i datteri più dolci e morbidi. Tozeur ci accoglie con l'ombra delle innumerevoli palme e le case ornate con i caratteristici mattoni a rilievi geometrici; da vedere i due zoo, l'orto botanico, la tomba di Sidi Alì Bou Lifa e il panorama dal Belvedere.
Attraverso il deserto si arriva a Nefta; dal caffè dell'oasi partono le passeggiate a dorso di cammello fino alle sorgenti caldissime e alle palme della Corbeille. A Douz si tengono il mercato dei dromedari e il celebre Festival dei Berberi: di solito cade tra Natale e Capodanno e vi partecipano Tuareg e Berberi da tutti i paesi del Maghreb. Infine (150 chilometri a sud-est di Douz e ai margini del Grande Erg Orientale) all'oasi di Ksar Ghilane: in un paesaggio di dune rosate, tamerici e palme, spiccano la sorgente di acqua calda che forma un laghetto (ci si può fare il bagno anche d'inverno) e, su una collinetta, le magiche rovine di un vecchio forte romano.
La regione di Gabès e gli ksour - Gabès è la prima città costiera del sud tunisino e apre la porta di un mondo diverso; la città si stende su una spiaggia sconfinata tra il mare, il deserto e un'oasi molto bella che si prolunga sino alle rive del Mediterraneo; dietro la piazza del mercato (la Grande Djara) si aprono le minuscole botteghe degli artigiani: sellai, fabbri, intrecciatori di ceste, ecc. Da Gabès è d'obbligo dirigersi alla barriera montuosa del Jebel Dahar confine della terra dei Berberi. Già a Matmata si assiste a una rappresentazione decisamente contraddittoria: da una parte, la civiltà berbera, sepolta nelle centinaia di crateri che formano le case trogloditiche; dall'altra, i turisti che arrivano in pullman o in cammello a importunarli fin sull'orlo di queste abitazioni.
Con molta dignità gli abitanti cercano di fare gli onori di casa; nella profondità delle stanze sotterranee le donne berbere provvedono (al riparo da sguardi indesiderati) ai lavori casalinghi. Tutt'intorno a Matmata esistono altri villaggi trogloditici così ben mimetizzati nel paesaggio che difficilmente si distinguono a prima vista (e in effetti nel passato servivano a nascondersi dagli arabi).
Altre tribù preferivano ritirarsi in cima ai monti nei villaggi-fortezza che ancora esistono (soprattutto a ovest di Tataouine e nei pressi di Guermessa e Douiret) ma che l'emigrazione ha svuotato.
A difesa della maggior parte di questi siti sorgono, in posizione rialzata, i ksour, i granai di pietra fortificati (alcuni anche a 4 piani), che sono l'immagine più nota dell'architettura berbera. Molti di essi furono usati come location per le riprese di Guerre stellari.
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