KENYA - Il mare

Il mare - L'oceano Indiano bagna per oltre 400 chilometri la costa del Kenya, disseminata di ampie spiagge che richiamano tutto l'anno folle di turisti. Il più tranquillo degli oceani è anche il più ricco di coralli, preziose conchiglie e una coloratissima fauna ittica.
Lunghe lagune chiuse dalla barriera corallina, sembrano create apposta per proteggere il litorale dalle incursioni degli squali, mentre i banchi corallini, interrotti solo dalle foci dei fiumi, ospitano una gran varietà di specie animali e vegetali.
Per la pesca d'altura, i club nautici forniscono l'indispensabile licenza, oltre a motoscafi e panfili, personale di bordo e materiali. I mesi migliori sono novembre e dicembre, mentre in marzo e aprile i forti venti marini impediscono l'uscita delle barche.
Si possono anche praticare la pesca con la lenza (sulle scogliere) o quella sottomarina con la fiocina; si può prendere il sole o nuotare nelle tiepide acque, noleggiare l'attrezzatura per immergersi ad ammirare i banchi di corallo, oppure darsi alla vela, allo sci nautico, al surf.
Malindi - Fondata dagli Arabi e poi passata ai portoghesi di Vasco da Gama, Malindi è una delle più frequentate località sull'Oceano Indiano. Celebre per il mare trasparente, i giardini di corallo di Casuarina Point, il Parco Marino, le battute di pesca in alto mare, la famosa Blue Lagoon e tutte le altre spiagge, la cittadina vanta un'accoglienza turistica impeccabile, e una comunità italiana insolitamente numerosa.
Ma il settore europeo è solo una delle realtà culturali di Malindi: vi vivono tribù africane, indiane, swahili, arabe.
Il mercato e le boutique del centro offrono simili opportunità per gli acquisti: sculture in legno, vestiti coloratissimi, lavori in perline.
Ma la maggior parte dei turisti passa le giornate al mare, facendo snorkelling o immersioni nei parchi marini di Malindi e della vicina Watamu (20 minuti in macchia in direzione sud), fra tartarughe e innocui squali di barriera.
La litoranea che porta a Mombasa passa per note località balneari attraverso palmeti, villaggi swahili (Takaungu) e, poco all'interno, la fantastica e misteriosa città araba di Gedi (XIII secolo), un antico centro commerciale di cui rimangono solo mute rovine.
Da Malindi, visitate le migliori località dei dintorni (la cittadina araba di Mambrui, le grotte sottomarine di Tewa), si può raggiungere più a nord-est la bellissima isola di Lamu (piccoli aerei la collegano a Nairobi e Mombasa) dove si coglie forse il vero carattere della dominazione araba nella regione: case intonacate, vicoli, moschee e bazar, niente automobili, abitanti sorridenti che vivono di artigianato e pesca, nessun servilismo verso i turisti, alberghi dignitosi ma non di lusso. Da non mancare la bella spiaggia di Shela, la moschea Riadha e il museo (raccolte etnografiche e archeologiche).
Mombasa - Mombasa (si raggiunge velocemente in aereo da Nairobi), sorta su un'isola di origine corallina, è il principale porto dell'Africa orientale e vanta una storia plurisecolare: il tessuto urbano ed etnico risente di decise influenze asiatiche.
Sono da vedere almeno il vecchio porto e la città vecchia a sud del Nyali Bridge, un labirinto di strette vie, case intonacate, balconcini di legno intagliato, le botteghe di oreficeria, tappeti, ottoni, ecc.
Il punto di maggior richiamo è l'Old Port, con la dogana, il mercato del pesce e le vele triangolari delle imbarcazioni tradizionali; di qui si raggiunge l'imponente Fort Jesus (costruito dai Portoghesi nel XVI secolo), l'antica moschea Manadhara, i templi induisti di Shiva e Jain, la Sala d'avorio di Treasury Square, la grande animazione del Mackinnon's Market.
Anche la città nuova conserva un aspetto orientale, con strade affollate di gente di razze diverse vestita di vivaci colori.
L'ingresso alla Moi Avenue (la via dei principali negozi) è contraddistinta da gigantesche zanne d'elefante, il simbolo della città. Nell'Uhuru Park, si acquistano oggetti d'artigianato vario (legni intagliati, tappeti, tessuti, teli colorati e gioielli) che si trovano anche al mercato di Mwembe Tayari.
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